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C’è un centro destra che sceglie il cambiamento ed un altro centro destra, immancabilmente a guida forzista, che predilige la continuità.

Così in Trentino l’assessore alla Cultura si sceglie come collaboratori Sgarbi, Zecchi e Buttafuoco mentre a Torino la Regione Piemonte, secondo Lo Spiffero, spinge per nominare Luca Beatrice al vertice del Museo del Cinema.

Il problema, ovviamente, non è rappresentato dalla differente notorietà di Beatrice rispetto ai personaggi scelti in Trentino, ma da ciò che il futuro presidente del Museo del Cinema ha fatto (o non ha fatto) quando era al Circolo dei Lettori. Perché, in perfetta sintonia con il pessimo assessore alla Cultura della Regione Piemonte nella giunta di centro destra guidata da Cota, Beatrice ha fatto di tutto per non offrire spazi alle iniziative culturali dell’area che lo aveva espresso. Allineato e coperto rispetto ai dettami della sinistra sconfitta nelle urne ma rilanciata dall’insipienza dei responsabili culturali del centro destra.

Chi si era illuso che la stagione dei cedimenti e del masochismo fosse definitivamente alle spalle, ha dovuto ricredersi già al momento dell’insediamento del nuovo governo regionale. E se queste sono le premesse, è facile immaginare il coraggio con cui la componente di Forza Botulino affronterà le strategie per il Salone del libro o per tutte le iniziative culturali che avrebbero bisogno di radicali interventi di pulizia.

D’altronde tutti i primi interventi della nuova maggioranza, anche negli altri settori (sanità esclusa), appaiono sostenuti dalla continuità rispetto al precedente governo di centro sinistra. Ma se Chiamparino ha perso, ed anche nettamente, ci sarà un perché. I piemontesi hanno scelto il cambiamento e si ritrovano con Beatrice. Non è proprio un segnale incoraggiante.


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