fbpx


Il medium è il messaggio”, ci diceva Marshall McLuhan nel 1967.

I suoi strumenti per comunicare erano occhi, orecchie e nervi: subaffittati, nel 2019, ad un’industria culturale cinica che annichilisce la coscienza comune in favore della disgregazione e dell’alienazione della capacità di giudizio dei cosmonauti della galassia Gutenberg.

Il futuro distopico teorizzato da McLuhan, e rivelatosi poi spaventosamente veritiero, ci porta all’involuzione: l’odierna frammentazione sociale è la corsia preferenziale verso un presente astratto fatto di tormentoni e slogan, incapace di vedere l’interezza delle cose.

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

Il problema del villaggio globale di McLuhan è la neutralità: il sistema-notizia è fin troppo dualistico, contrapponendosi all’inconciliabilità regnante tra giornalismo e politica e creando un sincretismo tossico tra conflitti d’interesse e plastismo giornalistico.

Consci dell’incapacità ermeneutica dell’uomo tipografico, i mezzi di comunicazione di massa propinano un’informazione sgranata, tagliata su bianchi e neri e ricca di grezze panoramiche come sfondi artificiali al miraggio dell’obiettività.

Una lettura miope, infatti, porta all’assoggettamento sintattico: nel test della ‘Stanza Cinese’ di Searle il filosofo dimostra come un computer non sappia cosa vogliano dire gli ideogrammi che gli vengono sottoposti, ma si limita a manipolarne meccanicamente i simboli.

Agisce perciò sull’apparato sintattico dell’informazione ricevuta, tralasciando quello semantico; ovvero della comprensione e dell’interpretazione. “Con l’avvento della stampa a caratteri mobili si compie il passaggio dalla cultura orale a quella alfabetica. Se nella cultura orale la parola è una forza viva […], nella cultura alfabetica la parola diventa un significato mentale” profetizzava McLuhan anticipando l’era moderna.

La contestualizzazione dell’anomia, cioè la dissonanza tra la realtà e la sua percezione soggettiva, ha come conseguenza l’oggettivizzazione e la normalizzazione di nefandezze giornalistiche irreali, che giocano su insicurezze personali e su una pseudo identità nazionale compromessa. L’inflazionato bombardamento mediatico di odio e sofferenza manovra la destabilizzazione sociale verso un senso di spaesamento e delocalizzazione che annovera la gabbia soggettiva del pensiero nell’assuefazione e nella dominanza dell’opinione pubblica, a scapito dell’integralità di sé stessi.

La vacuità della memoria è il bastione fondamentale dell’architettonica macchinazione multimediale, come ci ricorda anche Platone nel Fedro: l’obsolescenza della memoria permette all’ortodossia di travestirsi da postulato insignificante del secondo millennio, schiavo di un bipensiero orwelliano che confluisce nell’umanità e nella bestialità.

Una volontà illogica socializzante eviscera fino all’ultima luttuosa scintilla di bene anche dal più serafico degli uomini, contaminando le nostre già vili lacrime da coccodrillo e vaporizzando la volontà del singolo come il ‘Satana Trismegisto’ di Baudelaire.

Tuttavia, sin dall’inizio vengono costruiti come nemici non tanto i diversi che ci minacciano direttamente, bensì coloro che qualcuno ha interesse a rappresentare minacciosi […], così che non tanto la loro minacciosità ne faccia risaltare la diversità, ma la loro diversità diventi segno di minacciosità…” ci allarmava Eco; e che tale diversità provenga da immigrati, ebrei o mass media, l’allegorizzazione del male avviene inevitabilmente, al fine di evitarci l’orrore del confronto con la verità dell’ipocrisia.

La falsificazione e la menzogna del giornalismo alchimista, capace di trasformare fango in oro, unitamente al coma della concettualizzazione, tessono la matassa di un presente aggrovigliato in un feticcio etno-identitario, che arretra verso un futuro buio come una nave senza rotta e senza faro, vittima del silenzio.

L’aletheia della notizia, purtroppo, risiede laddove la dimensione etica superi quella economica: nell’utopia.


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST