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I beduini erano il popolo nomade dell’Arabia Saudita, vivevano con regole tribali e controllavano le carovane commerciali in movimento prima dello stretto di Suez.

Padroneggiavano e litigavano fra loro: allorquando una carovana fra le due non pagasse il dazio, le merci preziose non avrebbero raggiunto il Mediterraneo per poi arrivare a Roma, Parigi, Vienna, Venezia.

Ci fu un giovane cristiano che aiutò un giovanotto grazie allo zio commerciante e lo istruì tanto da diventare il profeta Maometto: in un primo momento venne considerato un affiliato del cristianesimo, quindi divenne un difensore di quell’esordio e garantì il commercio portando avanti l’idea di una cultura monoteista contro il paganesimo, per questo fu benedetto dalla Chiesa Cattolica.

Noi Fratelli, di Giancarlo Mazzuca e Stefano Girotti, edito da Mondadori, per eleganza e stile frizzante possiamo definirlo, non me ne vogliano gli storici, un libro scritto da due giornalisti: tante le storie, altrettanti almeno i personaggi.

L’attuale momento storico di incertezza, conflitti e strumentalizzazione della religione porta a individuare nel dialogo tra Cristiani e Musulmani una necessità oltreché una priorità. A incoraggiarne l’azione è senza dubbio il magistero di Papa Bergoglio professando la necessità di “Operatori e costruttori di Pace”.

L’apertura in questo senso da parte dell’Arabia Saudita, è certo esempio di quel dialogo che, con “caritas et veritas”, può dare buoni frutti.

Diventa molto importante la necessità di lanciare ponti verso l’islam, soprattutto ora dove i problemi di tensioni, guerre, attentati e Mar Mediterraneo creano spaccature sempre più evidenti.

In un’Italia isolata rispetto agli altri Paesi europei è necessario che la Chiesa Cattolica rilanci il ponte verso l’Islam supportata da tanti uomini di buona volontà pronti a cercare un’intesa.

Si parte dal passato per arrivare ai giorni nostri: vedere la storia, gli errori, le gravi difficoltà che dal VII secolo fino a ora ci sono state e capire così come si possano superare.

Oggi quel muro di Berlino noto al mondo è rappresentato dal muro del Mar Mediterraneo che divide l’Europa dai Paesi islamici.

I due autori affrontano il problema in modo realista: come si può realmente gettare un ponte verso l’Islam?

Tanti gli errori, crociate, guerre intestine ma non sono stati assenti, nella storia, tentativi di riconciliazione, fra i più significativi: San Francesco in Terra Santa per ricostruire il dialogo con l’Islam; e ancora, nel XII secolo, seppur per un breve periodo, il convivere a Gerusalemme di Musulmani, Cristiani ed Ebrei; per finire, il “feroce” Saladino, che così feroce non fu e aprì Gerusalemme ai pellegrini Cristiani.

L’Islam è un mosaico di tanti tasselli che differiscono fra loro in base al governo e al momento politico di ciascun periodo: non è un caso che Imam e Ayatollah non abbiano fatto la scelta della vocazione della religione ma siano semplicemente persone esperte della religione che seguono e diffondono i pilastri del Corano.

Un storia che parte dal VII secolo, quando Maometto avviò l’estensione del credo islamico, per poi passare a Carlo Magno e San Francesco d’Assisi, all’imperatore Federico II e a Benito Mussolini fino a toccare un capitano d’industria come Enrico Mattei sulla via del petrolio.

La prefazione? Niente meno che dalla penna di Papa Bergoglio.

Buon viaggio nella storia di oggi!

Noi fratelli. La profezia del dialogo tra cristianesimo e islam”, Mondadori Editore, Giancarlo Mazzuca e Stefano Girotti Mazzotti


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