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Il rock è morto? Ogni anno ci allontaniamo sempre più dall’epoca d’oro del genere che ha segnato il ventennio 60/70 e ogni anno la domanda ricorrente è sempre la stessa.

Forse, facendo il conto delle illustri scomparse, la risposta potrebbe essere che di anno in anno muore sempre un pezzo di rock’n’roll: nel 2018 purtroppo è toccato al chitarrista dei Motorhead Eddie “Fast” Clarke, al leader dei Buzzcock Pete Shelley, alla voce dei Cranberries Dolores O’Riordan e alla regina del soul Aretha Franklin.

Ma il rock continua ad avere vita propria, con un ricambio generazionale continuo anche se a volte un po’ lento, a partire dai concerti, che nel nostro paese sono stati numerosi ed hanno, come sempre, accolto centinaia di migliaia di fan sotto un palco ad acclamare i loro beniamini del genere.

Firenze si è sicuramente guadagnata la palma d’oro come città più rock d’Italia grazie ad uno straordinario Firenze Rocks, quattro giorni che hanno visto alternarsi sul palco della Visarno Arena una ventina di band e artisti, tra cui Guns N’ Roses, Foo Fighters, Shinedown, Helloween, Iron Maiden, Judas Priest, Avenged Sevenfold e Ozzy Osbourne.

Ma non solo: il capoluogo toscano, in particolare lo stadio Artemio Franchi, è stato protagonista di un’altra edizione di Rockin’1000, la più grande cover band del pianeta, composta da un migliaio di musicisti di ogni provenienza ed etnia.

Concerti di tutti i tipi e per ogni gusto hanno accompagnato il rock nel 2018: protagonista assoluto è stato l’ex bassista dei Pink Floyd Roger Waters che in primavera ha tenuto sei date “indoor” nel nostro paese, più altre due estive all’aperto al Lucca Summer Festival e al Rock in Rome.

Tre date invece per i Metallica e lo stesso vale per i Pearl Jam, una delle quali agli I-Days di Milano: all’interno di questo festival abbiamo potuto assistere, anche se a due giorni di distanza, alla “telenovela Gallagher”, i “fratelli coltelli del rock” si sono esibiti sul palco dell’Area Expo Experience di Milano portando tutti i fan degli Oasis a sperare in una reunion, o quantomeno ad un paio di brani insieme.

Non solo rockstar, ma anche attori di Hollywood: lo strano trio composto da Alice Cooper, Joe Perry degli Aerosmith e l’attore Johnny Depp, nei panni degli Hollywood Vampires hanno infiammato Piazza Napoleone a Lucca sempre all’interno del festival estivo della città.

Il 2018 è stato un anno ricco, oltre per chi ama andare ad ascoltare i concerti dal vivo, anche per gli amanti della musica da ascoltare in casa, in auto o in ufficio, sia essa in formato digitale, su CD e su vinile; sono stati molti gli album in studio delle rock band che hanno segnato il 2018: c’è stato l’attesissimo ritorno degli Smashing Pumpkins, con il primo volume, “No Past, No Future, No Sun”, della serie “Shiny and Oh So Bright”, oppure i grandi successi commerciali di Sir Paul McCartney con “Egypt Station”, Lenny Kravitz con “Low”, i Franz Ferdinand con “Always Ascending” e i The Fratellis con “In Your Own Sweet Time”.

Si continua con “Simulation Theory” dei Muse, con ben cinque singoli, da molti considerato il miglior album rock dell’anno nonostante le critiche per l’eccessivo utilizzo dell’elettronica.

Il 2018 è stato un anno molto proficuo per Myles Kennedy: l’ex frontman degli Alter Bridge ha pubblicato il suo primo album da solista “Year of the Tiger”, un concept album incentrato sulla morte del padre e su vicende familiari e personali, e il terzo album a nome Slash feat. Myles Kennedy & the Conspirators intitolato “Living the Dream” che ha riscosso un buon successo tra i puristi del rock.

A proposito di puristi, è stato accolto tra pareri discordanti il primo album dei “figli illegittimi dei Led Zeppelin”: “Anthem of the Peaceful Army” dei Greta Van Fleet dei fratelli Kiszka ha un sound che richiama molto la storica band inglese e questo non è andato giù a molti fan della musica rock, così come non è piaciuta la scelta degli Arctic Monkeys e di Jack White di passare a dei suoni molti più lounge e sperimentali rispettivamente negli album “Tranquility Base Hotel & Casino” e “Boarding House Reach”.

Ciò che invece è piaciuto molto è il progetto parallelo di Maynard James Keenan, leader dei Tool, che con i suoi A Perfect Circle è uscito con il quarto album “Eat the Elephant”; lo stesso vale per “Evolution” dei Disturbed e “And Justice for None” dei Five Finger Death Punch, in continua alternanza tra hard rock e alternative metal, e per l’album di debutto dei Bad Wolves intitolato “Disobey”, che contiene la famosa cover di “Zombie” dei Cranberries della compianta Dolores O’Riordan.

Insomma, un 2018 che ha cercato di accontentare tutti i fan del rock’n’roll, da quello più classico a quello più “hard”, dai grandi artisti del passato alle nuove proposte del panorama musicale.

Il rock è morto? Io non credo proprio!


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