Anche in Italia una coppia di uomini omosessuali può avere un figlio

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Anche in Italia una coppia di uomini omosessuali può avere un figlio

Una coppia di uomini omosessuali può avere un figlio grazie alla maternità surrogata e vedere riconosciuta la paternità di entrambi. Lo ha deciso la Corte di Appello di Trento, con un’ordinanza destinata non solo a fare la storia ma anche a sollevare un dibattito che definire acceso è dire poco. I giudici hanno decretato, per la prima volta in Italia, che due gemelli, nati negli Stati Uniti grazie alla procreazione assistita, possono avere due papà: uno biologico, l’altro no. Entrambi con lo status formale di genitore. Negare a quei bambini il diritto di avere due genitori – sostiene la Corte – significa ledere i diritti fondamentali dell’essere umano.

I giudici trentini hanno riconosciuto l’efficacia giuridica del provvedimento straniero che stabiliva la sussistenza di un legame genitoriale tra due minori e il loro padre non genetico. Infatti, precisa la Corte, è da escludere che nel nostro ordinamento ci sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato. Piuttosto, si legge sull’ordinanza, devono essere considerati tre fattori:

·         l’importanza assunta a livello normativo dal concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il nato;

·         la favorevole considerazione da parte dell’ordinamento al progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli anche indipendentemente dal dato genetico, con la regolamentazione dell’istituto dell’adozione;

·         la possibile assenza di relazione biologica con uno dei genitori (in questo caso uno dei padri) per i figli nati da tecniche di fecondazione eterologa consentite.

L’ordinanza riprende la sentenza con cui la Cassazione  si era pronunciata in materia di trascrizione dell’atto di nascita straniero recante l’indicazione di due genitori dello stesso sesso, e nello specifico:

·         la necessità di far riferimento a un concetto di ordine pubblico per valutare se un provvedimento straniero sia conforme alle esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo (in questo caso, dei due minori) così come garantiti dalla Costituzione italiana e dai principali documenti internazionali in materia;

·         il bisogno di salvaguardare il diritto del minore alla continuità della loro condizione di figlio nei confronti di entrambi i genitori;

 

·         il fatto che, indipendentemente da come siano stati concepiti i gemelli, fanno parte di un progetto di genitorialità condivisa, in questo caso, da una coppia omosessuale.

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